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Serbatoi in Acciaio Inox: cosa è importante sapere!

una barca a motore in accelerazione

Quando vado a visitare una barca per periziarla, ovviamente devo vederne ogni parte ed ogni angolo, compresa la sala macchine che ogni tanto mi sorprende per un certo stato di abbandono che presenta: dai motori poco curati alla sentina sporca, agli accessori in cattive condizioni e, molto spesso, ai serbatoi in acciaio inox che si presentano come questi che si è dovuto fare smontare perché si vedevano colature di ruggine.

immagine di serbatoi in acciaio inossidabile mal tenuti

Messo a terra, il serbatoio che ho fotografato presenta uno stato deprimente degli spigoli saldati dove ormai ci sono ruggine e colature ben evidenti in certi punti. E se nel serbatoio c’è la benzina che filtra fuori dalle saldature, il problema è serio per l’evidente pericolo che nasce.

Perché è avvenuto questo? Perché gli elettrodi usati per la saldatura erano di qualità molto bassa, costruiti non dal cantiere costruttore della barca ma da officine esterne.

Da notare anche un’altra cosa: questi serbatoi di acciaio inox una volta avevano sempre e ben visibile, sulla parete verticale che guarda i motori, un portello grande e imbullonato, che doveva essere aperto una volta l’anno per eliminare tutto quello che veniva depositato dal gasolio, ossia tracce di ruggine, mucillagine e vari corpi estranei che hanno il brutto vizio di essere aspirati dal motori in funzione e che prima o poi bloccano le pompe di iniezione o gli iniettori, soprattutto quelli più moderni, più delicati.

Per fortuna da molto tempo ci si è accorti che il gasolio deve essere filtrato prima che arrivi al filtro primario di ogni motore, che solitamente trattiene però solo le particelle più grosse.

Per questo è ormai invalso l’intelligente uso di mettere dei filtri decantatori d’acqua tra il serbatoio e il motore, filtri che hanno sotto una scodella trasparente. I migliori e, diciamolo pure, i più utili hanno sotto un attacco per un sottile filo elettrico che arriva in plancia e fa accendere una spia rossa nel caso che si trovi dell’acqua nel filtro separatore, acqua che chiaramente assassinerebbe gli iniettori, soprattutto quello dei motori common rail.

Purtroppo vedo i portelli di ispezione montati sempre meno a bordo delle barche e, di conseguenza, pulire un serbatoio del gasolio di tutto quello che vi si può trovare dentro è diventato un’impresa, perché bisognerebbe spruzzare del liquido apposito nel serbatoio e recuperarlo dall’uscita di spurgo inferiore.

Quando invece c’è un sistema di apertura e dunque di ispezione del serbatoio, l’interno può essere facilmente pulito infilando dentro degli stracci legati o spazzole, sempre che il serbatoio non abbia all’interno le paratie forate antisbattimento.

Naturalmente i serbatoi possono anche essere di altri materiali come l’alluminio, meno usato in Italia e più all’estero.

Probabilmente i serbatoi migliori, perlomeno per quanto rigurda l’acqua, sono in polietilene: si vedono su molte barche, soprattutto recenti e a vela; hanno sopra un grosso tappo svitabile per la pulizia e l’ispezione: una soluzione decisamente pratica e intelligente che ha anche il pregio di non amplificare il rumore dello sbattimento del liquido, contenuto nel serbatoio, durante la navigazione.

Il vero problema dei serbatoi, devo aggiungere, forse è un altro: soprattutto nei cabinati a motore piuttosto grossi, vengono montati già in costruzione i serbatoi nel guscio nudo, dopo di che vengono montati i motori. In questo modo, a volte, i serbatoi non possono essere facilmente sbarcati, se non estraendo prima i motori.

Ometto di citare gli antichi serbatoi, costruiti addirittura in ferro destinato poi a sviluppare grosse placche di ruggine anche all’esterno.

Rimane solo una possibilità: al momento dell’acquisto di una barca, dobbiamo sempre farci la domanda su come si farà ad ispezionare ogni lato del serbatoio, dato che questi ultimi hanno sempre un lato non visibile: quello contro la murata. Anche questo è uno dei problemi poco considerati, per non dire decisamente dimenticati.

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