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L’invenzione dell’osmosi

una barca in vetroresina

Poco tempo fa ho scritto un articoletto sull’acquisto di barche con osmosi e ho ricevuto chiamate da lettori che mi hanno chiesto spiegazioni sull’argomento.

Questo è un problema che coinvolge tutti quelli che dichiarano di vedere osmosi su una barca – periti – cantieri e amici esperti, solo per aver utilizzato l’argometro che indicava la presenza di umidità.

L’incriminato è l’igrometro, causa di deduzioni sbagliate, forse anche volutamente da parte di chi lo usa e fa finta di non sapere a cosa serve, o non lo sa e comunque lo usa ed emette preoccupanti giudizi negativi.

Per spiegarmi meglio riporto integralmente parti di una relazione redatta da un tecnico che ha paragonato e analizzato i risultati di 5 diversi igrometri e ne ha tratto le relative conclusioni, sulle quali invito tutti a riflettere. Premetto di condividere pientmente le conclusioni, per le mie esperienze di perito che da decine di anni si trova a combattere con questo argomento.

“…Cosa importante: cosa significa la percentuale di umidità nel laminato in vetroresina? Se c’è un 3% di umidità intrappolato sotto il gel-coat, questo vuol dire che siamo in presenza di una condizione degenerativa? Pur potendo rilevare l’umidità, i misuratori non riescono a distinguere tra l’acqua e i sottoprodotti dell’idrolisi nelle bolle osmotiche”.

Bolle di osmosi su una barca

In altre parole, l’igrometro non segnala la presenza di osmosi, ma di un liquido, che non causa necessariamente osmosi. Chiaro?

L’originale indagine del tecnico sui misuratori di umidità ha evidenziato le carenze di questi strumenti nel cercare di chiarire l’insorgenza delle bolle osmotiche.

Ma non è finita. Tempo fa ho letto su una rivista nautica italiana che l’acqua ha come conseguenza l’osmosi e che trovare delle bolle in carena vuole dire che siamo di fronte ad un processo osmotico.

Nello stesso articolo è riportato che usare l’igrometro è importante perché questo rileva la presenza di acqua nella vetroresina, fatto che significa che si tratta di osmosi.

Gli esperti non sono per niente d’accordo con queste drastiche affermazioni.

Ma non basta: se sapeste quante volte ho ricevuto telefonate di persone che volevano comprare una barca e mi chiedevano se ho l’igrometro per cercare l’osmosi! Rispondo sempre che ho il necessario per le indagini e che l’esame che faccio non ha secondi fini. A volte ho scoperto che conviene a qualche perito dire che la barca ha l’osmosi per procurarsi altre visite ed altre parcelle, come ad un cantiere per procurarsi del lavoro.

Ma la denuncia della presenza dell’osmosi mi sembra ormai prerogativa dei cosiddetti “amici esperti“, inviati dall’acquirente per risparmiare, amici esperti che sono ben felici di intervenire per far vedere che loro si intendono di barche e per far bella figura con il tapino acquirente, che vuole risparmiare i costi per un sopralluogo serio. Peccato che anche se gli “esperti” hanno l’igrometro e non trovano delle bolle subito, dichiarano che la barca ha l’osmosi, anche se non è dimostrabile, se non con altri mezzi.

Dunque non è l’igrometro lo strumento giusto.

Bolle di osmosi su una barca

Concludo per farvi fare una risata. Recentemente il possibile acquirente di una barca a vela manda l’amico a controllare se c’è osmosi in carena – come se fosse l’unico difetto. Mentre la barca viene messa a terra con la gru. Piove forte, la barca esce dall’acqua e l’amico dichiara : “accidenti, non ho l’igrometro per vedere se c’è osmosi”.
Così dicendo dimostra a tutti che misurare l’umidità di una carena fradicia sotto la pioggia è assurdo. E inoltre che non sa a cosa serve un igrometro, quando usarlo e con quali risultati.

Peraltro l’igrometro è un eccellente strumento per verificare quando si può verniciare una barca o quando si può fare degli incollaggi o per cercare infiltrazioni o altro.
Ma di incompetenti è piena l’Italia e spesso me li trovo presenti ed insistenti quando sto periziando una barca per l’acquisto.

Concludo con un’altra esperienza: un broker mi chiama per dirmi cosa gli è successo durante una perizia, alla quale lui era presente. Il perito, misurata l’umidità ha detto testualmente: “la carena è umida e tra 3 anni avrà l’osmosi”. Il broker allora gli ha chiesto: “a che ora?”
Bella risposta ad una affermazione senza senso.

Mi spiace che mi si chieda, a volte, di andare a periziare una carena solo per individuare se ha l’osmosi, come unica richiesta prima di un acquisto, come se fosse l’unico difetto che può presentare una barca!

Ma vogliamo ricordare che i problemi più grandi sono altri: quelli causati da urti con il bulbo, le fratture e i distacchi di strutture, le delaminazioni (quelle sì che fanno paura), le coperte che flettono mosce, l’albero che fa infossare il tetto della tuga su qualche barca a vela, le infiltrazioni, i passascafi corrosi, le carene danneggiate intorno al bulbo e via dicendo.

Altre che igrometro per l’osmosi: in ogni caso ci vogliono esperienza e onestà da parte del perito per cercare di capire se una barca ha dei problemi che, a volte, non sono gravi come si pensa. Come quando si individuano comunque delle bolle qualsiasi in carena, senza approfondire l’esame.

Presto pubblicherò un breve intervento su un vero problema indiscutibile: delaminazioni e scollamenti, spesso peggio dell’osmosi.

Resto sempre a vostra disposizione per ogni vostro quesito.

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